23Questa volta, nel centenario della nascita, ricordiamo Salverino De Vito che nacque a Bisaccia il 24 gennaio 1926, da Vincenzo e Costantina Donatiello, e che fu uno dei tanti politici irpini importanti.
Compì gli studi superiori presso il Magistrale di Lacedonia e fu insegnante elementare. Ma la sua passione era la politica, e così iniziò a militare nella Democrazia Cristiana guidata da Ciriaco De Mita, divenendo prima consigliere e poi assessore provinciale. Nel 1950 sposò Teresa Mitrione da cui nacquero Vincenzo e Gianfranco.
Fu eletto per la prima volta al Senato nel 1968, restandovi per sette legislature consecutive, dalla quinta all’undicesima, fino al 1994, e fu segretario del gruppo parlamentare al Senato. Dal 1974 fu vicepresidente del gruppo democristiano al Senato, quasi ininterrottamente, per sette anni.
Durante la sua carriera, fu promotore di numerosi progetti di legge, ma soprattutto, insieme all’urbanista ed ingegnere Marcello Vittorini, lo si ricorda per essere stato uno degli ispiratori della legge n. 219 del 1981, in favore della ricostruzione, dello sviluppo dei territori, e per i contributi alle popolazioni colpite dal disastroso terremoto del 1980.
Dal 1980 al 1995, per ben quindici anni, fu anche sindaco di Bisaccia, suo paese natale.
Ricoprì importanti incarichi nei due governi Craxi, dal 1983 al 1987, come Ministro per gli Interventi straordinari nel Mezzogiorno, e nel sesto governo Fanfani, per pochi mesi sempre nel 1987, e sempre con lo stesso incarico ministeriale. Tra il 1985 ed il 1987 fu membro della quinta Commissione parlamentare Bilancio del Senato, di cui fu anche presidente.
Col napoletano Carlo Borgomeo, presidente della Società per l’imprenditorialità giovanile nel Mezzogiorno, fu promotore di un’altra importante legge ricordata con il suo nome, ovvero la n. 44 del 1986, che prevedeva delle misure straordinarie proprio a favore di questo settore. Si può affermare che De Vito fu un amico dei giovani ed un innovatore che ebbe il coraggio di coniare il termine, adesso di uso comune, di ‘imprenditoria giovanile’.
Dopo lo scioglimento della Democrazia Cristiana, aderì al Partito Popolare Italiano con cui si candidò alle elezioni politiche del 1994 che, però, andate male, segnarono anche il suo ritiro dalla vita politica attiva. Dopo aver contratto una breve malattia, morì ad Avellino il 12 dicembre 2010.
Fu sicuramente un politico prestigioso e di grande riferimento per il Sud e per la sua Irpinia che lo ricordò nel 2012, poco dopo la sua scomparsa, con un convegno a lui dedicato, organizzato dalla Fondazione Officina Solidale Onlus, presieduta da Rosanna Repole.
A fine 2015 fu anche costituita una Fondazione intitolata a Salverino De Vito, nata con l’obiettivo di tenere vivo il suo pensiero, che sicuramente si può riassumere con il preciso intento di favorire lo sviluppo del Mezzogiorno, con una particolare attenzione ai giovani, creando i presupposti per migliorare lo sviluppo locale. Non trascurabile la grande disponibilità verso i piccoli imprenditori, dei quali cercò sempre di cogliere le necessità, cercando di favorirne il sostegno in loco. La fondazione ha sede presso il castello di Bisaccia e si prefigge attività di formazione, promozione dell’imprenditorialità giovanile, sperimentazione e promozione di percorsi di sviluppo locale, borse di studio e premi per i giovani. Sorta con le migliori intenzioni, purtroppo sembra che negli ultimi anni non sia molto in attività. Anche nei mesi scorsi, in occasione del centenario della nascita, Gianfranco Rotondi ha ricordato sui social l’ex ministro Salverino De Vito, con affetto e gratitudine, per l’impegno politico e sociale profuso durante la sua carriera.

