Ospite del ministro Piantedosi racconta il suo ultimo successo letterario
“Ho scoperto Avellino, e l’Irpinia, qualche anno prima del terremoto dell’80 attraverso i racconti di zio Pietro che veniva qui a selezionare nocciole per la Ferrero”. Esordisce così Aldo Cazzullo, editorialista di punta del Corriere della Sera e autore di numerosi lavori letterari di successo. L’ultima sua fatica, ‘Francesco, il primo italiano’, uscita a settembre dello scorso anno e dedicata al patrono del Belpaese nell’ottavo centenario della morte del santo di Assisi, è già un best seller. Ha scalato in poche settimane le classifiche dei libri più venduti, e più letti. Un caso, e un fenomeno nel Paese dove si legge sempre meno. Ospite del circolo socio-culturale ‘Pietra Strumilia’, presieduto dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, Cazzullo ha presentato, nella chiesa Maria SS Annunziata, gremita come nelle grandi occasioni, il suo capolavoro edito da Harper Collins.
Perché mai Francesco? “Beh- ha esclamato Cazzullo, l’autore di saggistica attualmente più venduto in Italia negli ultimi anni-, perché di uomini così ne nasce uno ogni millennio. Duemila anni fa Gesù. Nel millennio precedente Buddha. E in quello successivo abbiamo avuto san Francesco. Lui è il nostro padre spirituale, il patrono d’Italia, non a caso, capace col suo esempio di ispirare e illuminare anche i tempi di crisi che stiamo vivendo”.
Francesco primo italiano, e primo autore a scrivere in lingua volgare e non più in latino? “Esattamente – ha asserito sempre Aldo Cazzullo, assediato dai suoi lettori per il firma copie e un selfie da postare rigorosamente sui social -. Francesco d’Assisi ha scritto la prima poesia in italiano, il Cantico delle creature. Ha inventato il presepe. Ha rivoluzionato il teatro e la pittura. Ha ispirato grandi italiani: furono terziari Dante, Petrarca, Boccaccio, Giotto, e ancora Tasso, Volta, Marconi, don Bosco, Manzoni fino a De Gasperi. E poi ha trattato le donne da pari a pari, e ci ha insegnato a rispettare i bambini, ad amare la natura, a proteggere gli animali. E’ stato il precursore dell’Umanesimo”.
Un rivoluzionario pacifico, e un visionario ante litteram? “Appunto – ha dichiarato Cazzullo -. Ha restituito dignità a tutti: ai deboli, ai lebbrosi, agli ultimi. Francesco è la parte migliore di noi. Gli ideali cavallereschi di gioventù, la rottura col padre e il benessere familiare, la spoliazione sulla piazza d’Assisi, il patto col Papa, e quello con santa Chiara. E poi il mistero delle stimmate, riconosciuto dalla Chiesa, e la distruzione delle sue prime biografie per far prevalere la voce ufficiale che doveva allontanarlo dalla terra e relegarlo nel cielo. In realtà, Francesco oggi è più vivo che mai. Il suo nome è quello più diffuso, e il suo insegnamento ( il rispetto del creato, l’amore per tutti gli esseri, il rifiuto delle disuguaglianze) è più attuale e urgente che mai”.
Francesco predica la pace, è uomo di pace: come si colloca, dunque, il suo messaggio in un mondo dilaniato dalle guerre? “Ci vorrebbe un altro Francesco – ha concluso Aldo Cazzullo-, e ci vorrebbe un nuovo Umanesimo”. Foto di rito, ancora autografi e strette di mano con le massime autorità irpine. Il ministro Piantedosi, impeccabile organizzatore della presentazione di ‘Francesco’ fa gli onori di casa, nella sua Pietrastornina sferzata da un vento di tramontana, e sorprende tutti nella veste, insolita, di intervistatore. Si scherza poi sulle ossessioni – passioni (cucina e studio) che accomunano Alba, la città d’origine del giornalista e scrittore e della famiglia Ferrero, all’Irpinia, la terra delle rinomate nocciole ‘avellane’, quelle selezionate dallo zio Pietro, inviato appositamente dal Piemonte, quelle impiegate per la produzione della Nutella.

