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FIORENTINO SULLO

Fiorentino Sullo nacque a Paternopoli il 29 marzo 1921 da Clorindo e Giulia Emilia Calienno, entrambi di Castelvetere sul Calore. Compì gli studi liceali ad Avellino presso il Convitto nazionale ’Pietro Colletta’ per poi proseguire a Napoli con l’università, presso la facoltà di Lettere e Filosofia. Si laureò nel 1944 con il massimo dei voti, con una tesi sulla storia del Risorgimento, potendo insegnare subito per due anni storia e filosofia nelle scuole superiori.
Dal 1936 fu dirigente diocesano e regionale della Gioventù italiana di Azione cattolica, e dal 1940 al 1942, responsabile della Federazione universitaria cattolica italiana, per la provincia di Avellino. Chiamato alle armi, nell’estate del 1943 partecipò ai combattimenti in Sicilia, e dopo l’armistizio ebbe un periodo piuttosto travagliato sia dal punto di vista intellettuale che politico. In questa fase della sua vita strinse i rapporti con un altro conterraneo, Guido Dorso, esponente del Partito di azione, col quale condivideva l’antifascismo.
Fin da giovane fu attratto dal mondo della politica e nel 1944 si iscrisse alla Democrazia Cristiana, divenendone segretario provinciale per Avellino già l’anno successivo, mentre due anni dopo fu eletto presso l’Assemblea costituente. La carriera fu veloce poiché venne rieletto deputato nel 1948 e l’anno successivo entrò nel Consiglio nazionale della DC. Per qualche anno fu anche alla guida del Consorzio idrico dell’Alto Calore.
Nel 1949 conseguì ancora un’altra laurea, in Giurisprudenza, con una tesi in Scienza delle finanze. Tra il 1954 ed il 1958 ebbe i primi incarichi di governo, e fu sottosegretario alla Difesa, quindi all’Industria e Commercio, e poi alle Partecipazioni statali.
Nel 1956 si schierò con la corrente ‘Sinistra di base’, mentre nel 1969 fondò una corrente personale, ‘Nuova sinistra’, che ottenne il 2,6% dei voti dei delegati, durante il Congresso nazionale.
In quegli anni fu oggetto di una campagna diffamatoria nei suoi confronti, da parte del settimanale di destra ‘Il Borghese’, che lo additava come omosessuale, con il fine di indebolire il suo prestigio e la sua credibilità. Nel 1960 fu ministro ai Trasporti, a soli 39 anni, ma si dimise dopo pochi giorni per l’appoggio che alcuni deputati di estrema destra dettero al Presidente del Consiglio Tambroni.
Dallo stesso anno, e per due anni, fu poi ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, e successivamente ministro dei Lavori Pubblici fino al dicembre del 1963, con il governo Moro.
Nel 1961 sposò Viretta del Laurentiis, di Torella dei Lombardi, di ricca famiglia borghese, dalla quale avrà una figlia, Marcella.
Dal 1967 al 1968 fu Presidente della Commissione Affari della Presidenza del Consiglio e subito dopo, con il governo Rumor, fu Ministro della Pubblica Istruzione.
Fu in disaccordo con i suoi colleghi irpini di partito, come Ciriaco De Mita, Gerardo Bianco, Nicola Mancino, Giuseppe Gargani, Attilio Fierro e Salverino De Vito, e chiese un rinvio del congresso provinciale del 1968 che, però, non gli fu accordato. Sullo rispose rassegnando le dimissioni dal governo ed il congresso si concluse con una parità tra lui e De Mita, per lo schieramento in parità dei delegati. A questo punto, i rapporti con gli altri rappresentanti della Democrazia Cristiana irpina furono compromessi definitivamente.
Dopo il 1973, e dopo aver ricoperto ancora incarichi ministeriali, iniziò il declino della sua carriera politica. Fiorentino Sullo non condivise nemmeno le posizioni assunte dalla DC in occasione del referendum sul divorzio e, andato in contrasto anche con il segretario Amintore Fanfani, si iscrisse al gruppo misto della Camera, lasciando la DC dopo trent’anni di militanza.
Nel 1978 fu nominato Consigliere di Stato da Andreotti e alle elezioni dell’anno successivo, si candidò con i Socialdemocratici. Nel 1981 lasciò anche il PSDI e l’anno successivo, grazie ad una riconciliazione con De Mita, rientrò nel gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana.
Nel 1983 si ripresentò alle elezioni politiche con la DC e fu eletto nuovamente deputato per la nona volta. Ma dopo lo scioglimento anticipato delle Camere del 1987, decise di ritirare la sua candidatura e di lasciare la vita politica, deluso anche dagli attacchi alla sua vita privata.
Fu promotore della realizzazione dell’autostrada A16 e anche, se pur indirettamente, del raccordo Avellino – Salerno, che garantivano collegamenti più rapidi.
Si trasferì a vivere a Salerno, con problemi di salute e morì in questa città il 3 luglio 2000. Sepolto inizialmente a Torella dei Lombardi, paese di origine della moglie, dopo la scomparsa anche di quest’ultima, entrambe le salme furono traslate presso il cimitero di Avellino.

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