mercoledì,15 Luglio 2026

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DESTINAZIONE IRPINIA, IL WEDDING COME NON LO AVEVATE MAI VISTO

Vittoria Belmonte è una Wedding Planner professionista, mentre Francesco Celli, presidente di Info Irpinia, è Tecnico del Turismo e organizzatore di eventi. Dalla loro collaborazione nasce Irpinia Wedding Destination, un progetto che lavora dal 2019 per trasformare il matrimonio in uno strumento di sviluppo territoriale. A raccontarci il percorso, oggi diventato un modello strutturato per le aree interne, sono proprio loro, Vittoria e Francesco, in un’intervista doppia che restituisce una narrazione condivisa.

Qual è stata la “scintilla” che vi ha fatto capire che l’Irpinia potesse competere con mete di matrimonio più gettonate?

Francesco

La scintilla è stata una presa di coscienza: l’Irpinia possiede tutto ciò che oggi il mercato internazionale cerca — paesaggi autentici, borghi intatti, tradizioni radicate, eccellenze enogastronomiche — ma non veniva raccontata con una visione strategica. Abbiamo capito che non mancava il potenziale, mancava un progetto strutturato capace di trasformare queste risorse in un vero prodotto di Wedding Destination.

Vittoria

Per me è stata soprattutto un’emozione. Ogni volta che accompagnavo qui coppie o colleghi del settore, vedevo nei loro occhi meraviglia e sorpresa. Rimanevano colpiti dalla bellezza spontanea dei luoghi e dall’accoglienza genuina delle persone. In quel momento ho capito che non dovevamo imitare la Toscana o la Costiera Amalfitana: la nostra forza era proprio l’identità autentica dell’Irpinia.

 

Nel weekend 27 febbraio – 1° marzo 2026 si è tenuta la IV Fam Trip, coinvolgendo location come Green Park Hotel, Castello di Lauro, Tenuta Ippocrate e Borgo San Gregorio. Forse, però, non tutti sanno di cosa si tratta.

Vittoria
Una Fam Trip è un viaggio esperienziale dedicato a professionisti del settore wedding internazionali. Li invitiamo a vivere l’Irpinia in prima persona: location, cibo, tradizioni, artigiani, comunità.

Francesco
Non è solo promozione: è costruzione di relazioni. Creiamo connessioni reali con wedding planner, buyer e operatori esteri. Se si innamorano del territorio, lo proporranno alle loro coppie. E questo sta già accadendo. Un percorso che recentemente è stato anche finanziato dalla Regione Campania nell’ambito dell’Avviso pubblico per la competitività sul mercato turistico nazionale.

 

In che modo l’identità delle aree interne riesce a diventare un valore competitivo senza snaturarsi?

Francesco
La chiave è non trasformare l’Irpinia in qualcosa che non è. Noi non costruiamo scenografie artificiali: valorizziamo ciò che esiste già, rendendolo accessibile e organizzato.

Vittoria
Le coppie straniere cercano autenticità. Vogliono la nonna che prepara la pasta a mano, il vino raccontato dal produttore, la musica tradizionale che risuona in piazza. È proprio questa verità che diventa il nostro vantaggio competitivo.

 

I numeri parlano chiaro: per il 2026 avete già coppie confermate da Seattle e dal Brasile e i matrimoni non si esauriscono nel giro di 24 ore. Che tipo di impatto ha sul territorio un soggiorno che dura dai 7 ai 15 giorni?

Francesco
L’impatto è enorme. Non si tratta solo del giorno del matrimonio: gli ospiti soggiornano nei borghi, visitano cantine, ristoranti, botteghe artigiane, strutture ricettive diffuse. È un’economia circolare che coinvolge l’intera comunità e genera valore per più settori contemporaneamente. Senza contare l’impatto sociale: quando un evento internazionale arriva in un piccolo paese, porta entusiasmo, orgoglio e nuova energia collettiva.

Vittoria
Per molte coppie il matrimonio diventa un vero viaggio esperienziale per amici e parenti. È come un piccolo festival che dura diversi giorni, fatto di attività, tour, degustazioni e momenti di condivisione. L’Irpinia non è solo la location del sì: diventa casa per una settimana.

 

Il matrimonio si trasforma così in un’esperienza di “turismo diffuso” per l’intero paese. Quanto è importante fare rete per voi?

Vittoria
Fondamentale. Nessun wedding destination può funzionare da solo.

Francesco
Stiamo costruendo una filiera compatta: strutture ricettive, ristoratori, produttori, istituzioni, associazioni. Il nostro lavoro è proprio coordinare questa rete e trasformarla in sistema. Solo così il territorio cresce davvero.

 

Qual è il momento per voi più suggestivo dell’intera esperienza?

Vittoria
Per me è quando gli sposi, il giorno dopo il matrimonio, mi dicono: “Non abbiamo scelto solo una location, abbiamo scelto una terra”. Lì capisco che abbiamo fatto centro.

Francesco:
Io penso al momento in cui un intero borgo si sente parte dell’evento. Quando vedi commercianti, cittadini, amministratori coinvolti, capisci che il wedding è diventato comunità.

 

Una curiosità da svelare in anteprima ai nostri lettori?

Francesco
Stiamo lavorando a un modello replicabile di wedding territoriale, ancora più immersivo, che coinvolgerà più borghi in un unico percorso esperienziale.

Vittoria
E posso anticipare che alcune coppie stanno scegliendo rituali simbolici legati alle tradizioni locali. Saranno matrimoni che racconteranno l’Irpinia in ogni dettaglio.

L’Irpinia non è più una promessa: è una destinazione che sta imparando a raccontarsi nel mondo. Parola di Vittoria e di Francesco, che ringraziamo per averci illustrato questo entusiasmante progetto sul “sì, lo voglio!” delle coppie straniere in terra irpina, dove il matrimonio è dichiaratamente più di un matrimonio.

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