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P2P OILS, LA PLASTICA DIVENTA RISORSA

Gli studenti del De Gruttola premiati agli ASOC Awards 2025-2026 per il monitoraggio civico relativo al progetto del Centro Diagnostico Baronia

I rifiuti plastici trasformati in oli lubrificanti biodegradabili: un caso virtuoso e concreto di economia circolare osservato attraverso un percorso di cittadinanza attiva. La ricerca è del Centro Diagnostico Baronia, situato in località Taverna di Annibale, nell’area Pip di Frigento, e con una sede operativa anche a Solofra, attivo nei settori della ricerca ambientale, dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità industriale. Il monitoraggio civico sul progetto del Centro è stato realizzato dagli studenti dell’IPSEOA “Giuseppe De Gruttola” di Ariano Irpino guidato dalla Dirigente scolastica Tiziana Aragiusto. I giovani osservatori sono stati premiati per il lavoro di analisi, ricerca e cittadinanza attiva dal titolo “Per un Pianeta pulito” svolto nell’ambito del percorso “A Scuola di OpenCoesione”, distinguendosi per la qualità dell’analisi e per l’impegno dimostrato nel seguire l’utilizzo dei fondi pubblici e il loro impatto sul territorio. Attraverso strumenti di open data e data journalism, le classi 3A e 4B, guidate dalle docenti Carolina Nardone, Antonietta Cusano e Alessandra Pratola, hanno avviato un dialogo tra Istituzioni e azienda, validando l’importanza dell’investimento tecnologico in esame, a tutela dell’ambiente, degli animali e dell’intero ecosistema.

Iniziato nel gennaio 2025, il progetto P2P OILs, condotto dal Centro Diagnostico Baronia S.r.l. nell’ambito del Programma Coesione Italia 2021-2027, è cofinanziato dall’Unione Europea e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nello specifico, risponde al bando relativo al D.M. 13 luglio 2023 per la “Scoperta Imprenditoriale negli ambiti della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI)”. Costo totale finanziato: € 2.635.108,80. La missione è ambiziosa: in 36 mesi di ricerca e sviluppo si punta a trasformare una delle emergenze ambientali più gravi — la plastica non riciclabile, con particolazione attenzione al marine litter — in una nuova risorsa sostenibile ad alto valore aggiunto. Per l’alta specializzazione tecnologica relativa allo sviluppo industriale, sono stati coinvolti Università e centri di ricerca d’eccellenza, quali l’Università di Firenze (DICEA), l’Università di Cassino e laboratori privati (Tecnologica srl, CERIS srl, IRSAQ srl), che hanno fornito un prezioso supporto anche nella stesura del Piano di Sviluppo.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di sviluppare due innovazioni integrate: il reattore industriale “ReDoil”, capace di depolimerizzare plastiche miste senza l’utilizzo di sostanze chimiche inquinanti, e il “P2P Oil”, un lubrificante biodegradabile ottenuto dalla condensazione dei gas prodotti durante il processo. Il sistema consente di recuperare plastiche normalmente destinate a discariche o inceneritori, riducendo emissioni e impatto ambientale secondo i principi dell’economia circolare.

Per il Dott. Renato Ciampa, CEO del Centro Diagnostico Baronia S.r.l. nato nel 2005, si tratta di un investimento cruciale per il futuro: «Il progetto ha l’obiettivo di trasformare le plastiche non recuperabili con i metodi tradizionali, tipicamente il waste litter in prodotto riutilizzabile, come oli lubrificanti, nel nostro caso “biodegradabili”. Non vogliamo riottenere semplicemente il petrolio di partenza, vogliamo ottenere già qualcosa che non è il problema dell’inizio, quindi un’evoluzione in tal senso. È un progetto ambizioso che stiamo percorrendo con grande impegno e che, oltre all’obiettivo dell’economia circolare, pone anche la sostenibilità al vertice dell’interesse».

Le attività attualmente in corso riguardano la costruzione del prototipo del reattore ReDoil, la definizione dei parametri di processo tramite sistemi di Intelligenza Artificiale e Digital Twin e l’ottimizzazione del lubrificante P2P Oil, caratterizzato da un elevato livello di biodegradabilità.

Tra i punti di forza più rilevanti emergono l’elevata innovazione tecnologica, l’utilizzo del biofiltro brevettato BETTER per abbattere le emissioni residue e la prospettiva di importanti ricadute occupazionali sul territorio, con la previsione di circa 57 nuovi posti di lavoro in diversi settori (ricerca, ICT, gestione ambientale, manutenzione impianti).

Monitorato dagli studenti dell’Istituto alberghiero di Ariano Irpino, il progetto è stato oggetto di un dettagliato approfondimento che ha affiancato la fantasia e l’originalità al rigore dei dati. Tra il materiale prodotto infografiche interattive, report dettagliati e interviste in azienda all’Amministratore e ideatore del progetto Renato Ciampa, al responsabile della comunicazione e dello sviluppo del settore scientifico Antonio Giannattasio, e al chimico addetto alla ricerca Cristina Giannattasio. Come report finale, gli studenti hanno realizzato un videogioco educativohttps://eco-alchemy-play.base44.app/ – e un fumetto che ripecorre il viaggio della plastica e racconta la scoperta di avere a pochi passi, a Frigento, nel proprio territorio di appartenza, un centro di ricerca di eccellenza che sta lavorando alla rigenerazione dei rifiuti plastici difficili da riciclare. La graphic novel dallo spirito rivoluzionario ed ecologista richiama in particolare l’attenzione sull’emergenza rifiuti in mare, dove gli animali marini ingoiano microplastiche che poi finiscono sulle nostre tavole. Il finale è un finale felice, che indica l’azione come indipensabile per il cambiamento e mostra un futuro dove la plastica diventa energia pulita.

«Un risultato concreto e di grande impatto visivo – riportano gli studenti in uno stralcio del loro ampio report – è la produzione del P2P Oil. Si tratta di un olio lubrificante denso e pulito ottenuto dalla condensazione dei gas prodotti nel reattore. L’aspetto più innovativo e “vincente” di questo prodotto è la sua alta biodegradabilità aerobica. Se questo olio dovesse cadere accidentalmente nel terreno, i batteri naturali sarebbero in grado di “smaltirlo” in pochi mesi, eliminando il rischio di inquinamento permanente tipico dei derivati del petrolio».

La tredicesima edizione di “A Scuola di OpenCoesione” ha coinvolto centinaia di scuole italiane in attività di monitoraggio civico su progetti finanziati con fondi pubblici europei e nazionali, valorizzando le esperienze più significative attraverso premi e riconoscimenti dedicati alle migliori ricerche territoriali. Il team “Per un Pianeta pulito” si è aggiudicato il terzo posto a livello nazionale e il “Premio ASOC Play – ANSA” per l’eccellente lavoro di analisi giornalistica, per la capacità critica e la qualità narrativa. Ai ragazzi sarà data l’opportunità di partecipare a una riunione di redazione con i capo redattori, i capo servizi dei vari settori e i corrispondenti regionali dell’agenzia giornalistica ANSA. Nel mese di giugno saranno ospitati all’Aquila per la cerimonia di premiazione dei primi tre team classificati.

Studio di campionamenti effettuati da enti di ricerca, incrocio dei dati e sopralluogo nei laboratori hanno permesso agli studenti di sperimentare concretamente la cittadinanza attiva e di riconoscere l’importanza della trasparenza amministrativa e della ricerca a tutela dell’ambiente, per un futuro più verde e sostenibile. Un caso studio che ha unito innovazione, formazione e comunità, offrendo ai giovani l’opportunità di osservare da vicino come idee, competenze e responsabilità condivise possano generare un impatto concreto sul territorio.

Qr code per visualizzare la graphic novel "il viaggio della plastica"
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