domenica,8 Febbraio 2026

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IRPINIA UNA TERRA ULTRASECOLARE

I GIOVANI SE NE VANNO E GLI ANZIANI VIVONO A LUNGO

L’Irpinia non è una terra per giovani. E’ risaputo ormai da tanti anni nonostante i proclami e la propaganda contro la desertificazione dei borghi, lo spopolamento progressivo e in favore dello sviluppo delle aree interne. E’ piuttosto, e anche per fortuna, una provincia di ultracentenari. In media ce n’è quasi uno in ogni Comune. Dal Tricolle alla Baronia, dal Medio Calore al Mandamento passando per la Valle Caudina dove vivono sempre più vegliardi. Ad Ariano Irpino, appena pochi giorni fa, è spirata alla veneranda età di 109 anni Maddalena Grasso, la seconda donna più longeva d’Irpinia. Da poco aveva tagliato l’ambito traguardo. Sempre sul Tricolle risiede un’altra arzilla nonnina ultrasecolare: Rosa Tommasiello di 102 anni. E’ stata la prima, quest’anno in Campania, a compiere il giro di boa delle centodue primavere. Molti altri vegliardi che hanno totalizzato più di cento giri attorno al sole vivono beatamente sui colli ufitani o del Miscano. Sono oltre una sessantina, in provincia di Avellino, i super nonni. E per loro, purtroppo, non è sempre garantito un adeguato e mirato servizio assistenziale. Nella maggior parte dei casi, si sa, sono le famiglie a farsi carico delle cure destinate a questa speciale fascia della popolazione che, incredibile ma vero, nelle nostre contrade è in aumento. Sarà la buona cucina irpina e la salubrità dell’aria, sarà la fibra di una generazione d’altri tempi fatto sta che i vegliardi, specie protetta e benedetta, sono in crescita da un angolo all’altro del territorio irpino. Per loro andrebbe pensato un apposito welfare sociale al momento affidato solamente alle famiglie o alle RSA dove sono ospitati tanti anziani ultraottuagenari. Da segnalare un’altra simpatica curiosità, su scala nazionale: se a Sturno vive la donna più longeva d’Italia, Laura Lucia Sangenito ( spegnerà 116 candeline il prossimo 22 novembre ), a Montemiletto sono otto i cittadini ultracentenari residenti. La cittadina della Leonessa detiene un singolare record irpino in fatto di longevità tanto da fare invidia ai borghi del circondario, e non solo. Qui si vive a lungo, e pure con vigore. Nonna Adelina Sacco, sguardo vispo e sorriso generoso, è l’ultima vegliarda locale festeggiata solennemente dai familiari e dall’amministrazione comunale, diretta dal sindaco Massimiliano Minichiello, che guida un paese davvero fortunato se non altro per la speciale presenza di residenti vegliardi. Sarà l’aria buona o la buona e genuina cucina locale fatto sta che l’elisir di lunga vita qui non è affatto un tabù. Il sindaco Minichiello ne va fiero, e non ne fa certo un mistero, anzi. Dopo Adelina Sacco, ancora frastornata dai recenti festeggiamenti per lo speciale compleanno, a breve altri due cittadini coetanei della signora arzilla e ancora dinamica si apprestano a celebrare l’ambito traguardo secolare. E prima di Adelina hanno festeggiato il giro di boa Pietro Sordillo, il carabiniere più anziano dello stivale (101 primavere), mentre lo scorso 13 maggio Maria Capone ha totalizzato centouno primavere. La carica dei centouno vanta una nutrita rappresentanza. Appena pochi mesi addietro un’altra pimpante signora, dal look ancora giovanile, Olga Hereida Petrillo, ha festeggiato in pompa magna cento anni, e adesso va per i cento e uno giri attorno al sole. E poi c’è Luisa De Cicco, sempre elegante e curata come quando era ragazza: lo scorso undici aprile ha spento le sue prime centouno candeline. Piega impeccabile, tailleur color pastello, e un’altra targa ricordo donata dall’amministrazione comunale anche per la dinamica Luisa. L’ultracentenario della serie, Balduino Fiore, lo scorso 13 febbraio, circondato dall’affetto dei parenti, ha incorniciato il suo centunesimo genetliaco e ricevuto un’altra targa commemorativa dall’amministrazione comunale orgogliosa del singolare primato di longevità, almeno su scala provinciale. Ed è incredibile come tutti i secolari nonnetti di Montemiletto, a parte qualche comprensibile acciacco dell’età, siano lucidi e attivi. C’è chi fa ancora le faccende domestiche e si cimenta ai fornelli, chi coltiva l’orto e cura le piante ornamentali, chi racconta a nipoti e pronipoti gli aneddoti di una vita lunga e travagliata come quella del carabinieri Pietro Sordillo. Per lui, qualche mese fa, è arrivato persino un telegramma speciale, quello del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. La signora Adelina Sacco, rispetto a chi l’ha preceduta, nell’animo si sente una giovinetta, piena di vita e di belle speranze per il futuro che verrà. Ha un’allegria contagiosa che ha trasmesso alla sua prole. Solo per una questione tipicamente meridionale di scaramanzia non sono stati rivelati i nomi dei prossimi due vegliardi. Comunque sia, lunga vita a tutti gli ultracentenari di Montemiletto e d’Irpinia.

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