martedì,20 Gennaio 2026

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MIRABELLA ECLANO È CANDIDATA A CAPITALE DELLA CULTURA 2028

RAFFAELLA D’AMBROSIO: “MOTIVO DI ORGOGLIO PER LA NOSTRA COMUNITÀ”

Lo avevamo anticipato due settimane addietro, e adesso c’è l’ufficialità. Mirabella Eclano è nel novero dei venticinque Comuni italiani candidati al titolo di Capitale della Cultura 2028. In gara con la cittadina del Medio Calore per la Campania ci sono: Benevento, Bacoli, Sessa Aurunca, Sala Consilina e Città Caudina (ovvero l’unione di dieci borghi interni tra Sannio e Irpinia ). Adesso inizierà la sfida, e solo a marzo del prossimo anno si saprà chi la spunterà.
Quest’anno è Agrigento la Capitale della Cultura, il prossimo anno L’Aquila e Pordenone nel 2027. Le candidate campane, e per l’Irpinia Mirabella Eclano, vantano tutte un passato glorioso, ricco di testimonianze artistiche e di attenzione verso il patrimonio storico. Nel contempo c’è tanto fermento per la promozione turistica delle stesse mediante l’organizzazione di eventi e iniziative culturali di pregio. I venticinque Comuni che hanno presentato la manifestazione di interesse al Ministero della Cultura dovranno formalizzare la loro candidatura consegnando entro il prossimo 25 settembre un dossier che illustri dettagliatamente il progetto culturale e gli obiettivi attesi, nonché il piano economico e i soggetti coinvolti. La candidatura eclanese, fortemente voluta dall’assessore comunale Raffaella Rita D’Ambrosio, unitamente al gruppo di maggioranza che fa capo al sindaco Giancarlo Ruggiero, è stata lanciata, a mò di scommessa, qualche mese fa in occasione della visita nel parco archeologico di Aeclanum del direttore generale dei musei, Massimo Osanna. D’Ambrosio da decenni è impegnata personalmente nella promozione e valorizzazione delle bellezze paesaggistiche e del vasto patrimonio storico artistico e archeologico di Mirabella Eclano. L’antica città degli Equi sorta, non a caso, lungo la Via Appia, la maggiore strada consolare romana, la bisettrice che collegava Roma alle Puglie attraverso l’entroterra appenninico meridionale. Queste erano le terre degli otia latini, il buen retiro della nobiltà romana, note già all’epoca per la salubrità delle arie e le prelibatezze della terra. “Abbiamo tutte le carte in regola per ambire al titolo – ha esclamato, senza fare mistero della soddisfazione appena incassata, Raffaella Rita D’Ambrosio, assessore comunale ai beni culturali-. Essere in lizza è già motivo di orgoglio per la nostra comunità e per quanti hanno creduto e sostenuto la candidatura di Mirabella Eclano a Capitale della Cultura”. Dagli scavi di Aeclanum alla cattedrale di Santa Maria Maggiore, dalla necropoli di Madonna delle Grazie alla rete museale: Mirabella vanta davvero un patrimonio artistico di indiscusso e inestimabile valore. Un patrimonio che merita di essere conosciuto oltre i confini regionali. Adesso tutti qui, e pure nel circondario, fanno il tifo per la più importante cittadina del Medio Calore che punta a conquistare il titolo di Capitale della Cultura italiana 2028.

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