giovedì,20 Giugno 2024

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TRA ARTE E SCIENZA, CARMINE GRASSO SI RACCONTA

Nella sua mente si rincorrono numeri, formule, calcoli: da ingegnere e ricercatore ogni giorno mastica pane e matematica. Il cuore, però, batte per pennelli e tavolozza. La storia personale di Carmine Grasso si dipana tutta in questo costante dualismo tra testa e cuore, matematica e arte, razionalità scientifica e guizzo artistico. La pittura come aspirazione alla felicità lo ha portato ad esporre le sue opere, realizzate rigorosamente con il sottofondo musicale dei Depeche Mode, alla Biennale di Milano. Nel suo bagaglio, numerosi riconoscimenti e attestati di merito, come ad esempio il Premio Jacopo Da Ponte o la menzione speciale nell’ambito del Premio Margherita Hack. Nei mesi scorsi, anche una esposizione al Museo della Ceramica di Ariano Irpino. L’ingegnere pittore si racconta al nostro magazine in attesa del prossimo impegno, una personale d’arte al Milano Art Gallery dal 18 aprile al 2 maggio.

Tra Arte e Scienza, chi è Carmine Grasso?
Sono arianese doc e fin da bambino ho coltivato l’amore sia per l’arte che per la matematica. Sono sempre stato combattuto nella scelta fondamentale della mia vita: divento artista o ingegnere? Ho cercato di tenere insieme le due cose. Sono laureato in Ingegneria Informatica, ho un dottorato di ricerca. Attualmente ho due cattedre universitarie; a Fisciano insegno Architettura degli Elaboratori e a Benevento, Elementi di Informatica. Sono tecnologo ricercatore all’INGV di Grottaminarda. L’arte, però, mi dà molta più felicità; dipingere, realizzare dei quadri fa parte della mia vita. Fin da ragazzino ho approfondito, ho studiato da autodidatta tutte le tecniche, la storia dell’arte, la chimica dei colori: insomma ho messo da parte le improvvisazioni. Spero in futuro di avere una mia firma personale da presentare in contesti importanti. Chi sono? L’espressione dell’unione tra arte e matematica!

Cos’è l’arte per te?
L’arte è per me una passione da alimentare e portare avanti, ma è anche ‘medicina doloris’, nei momenti più bui della mia vita l’arte mi ha sempre salvato, curato. La pittura ti consente di viaggiare stando fermi.

Una formula matematica per descrivere un’opera d’arte?
Un’ opera d’arte si può vedere come un sistema di equazioni da risolvere con diverse variabili.

Linee, forme, colori: c’è una scelta ricorrente? Qual è il messaggio per chi guarda le tue opere?
Per quanto riguarda le tecniche, io ho iniziato a fare copie di Hayez come una sorta di esercizio. La mia tavolozza è fatta di colori molto vivaci perché anche se sto male non voglio trasmettere un messaggio negativo. Voglio che chi osserva i miei quadri abbia un impatto di speranza, con i colori, con il movimento, con le figure, anche se, magari, l’ispirazione dell’opera si deve andare a ricercare in un momento triste, come ad esempio la fine di una storia d’amore. Nelle mie opere si può sempre ritrovare una parte cognitiva e una emozionale. La parte geometrica è quella cognitiva, quella figurativa, invece, ha a che fare con le emozioni. Uso spesso il giallo, il blu è un altro colore ricorrente; il giallo è per me il colore della vita, del sole, mi fa pensare alla luce. Un sentimento negativo lo rimodulo con un messaggio positivo, anche se poi ciò che mi piace di più è che ognuno possa interpretare il quadro come vuole. Una scelta ricorrente è senza dubbio il dualismo tra parte cognitiva e parte emozionale, tra la mia essenza matematica e quella artistica. Questo potrebbe essere un tratto distintivo dei miei lavori, oltre allo studio di tecniche antiche come la velatura, oppure grasso su magro, in un’ottica di informalismo moderno.

Parliamo del colpo di fulmine per l’arte contemporanea
Per un periodo mi sono dedicato all’arte classica, ai paesaggi, poi ho però sentito un’ispirazione di fondo diversa: l’artista deve esprimere emozioni legate al proprio tempo, deve rappresentare il caos di oggi.

Una particolarità del tuo stile?
Posando lo sguardo sulle mie opere, non si riesce a focalizzare l’attenzione su un punto preciso. Cerco di creare un effetto tridimensionale con l’aggiunta di alcuni materiali. Poi, utilizzo sempre colori complementari per dare più luce al quadro.

Prossimi progetti?
Tra i prossimi impegni, la personale d’arte al Milano Art Gallery dal 18 aprile al 2 maggio, e la partecipazione, con alcune mie opere, al Catalogo di Arte Moderna Giorgio Mondadori. Inoltre, la realizzazione di una installazione: partendo da una tela, la creazione di un percorso caratterizzato da elementi geometrici nel quale guidare lo spettatore.

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