martedì,23 Luglio 2024

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“AUTO TEATRANTI” IL LABORATORIO DI TEATRO INCLUSIVO

Attendono con emozione di entrare in scena per interpretare Pinocchio, Geppetto, il Gatto, la Volpe, la Fata turchina, il Grillo parlante, Lucignolo, la Civetta e Mangiafuoco. A ognuno spetta una parte, un ruolo dei tanti personaggi de “Le avventure di Pinocchio”. Qualcuno è meno emozionato, altri sono trepidanti, altri ancora affiancano con premura i compagni dietro le quinte, nello spogliatoio. 

IN SCENA, NELLA SALA GRANDE DEL GROOVE DANCE STUDIO DI GROTTAMINARDA, AVANZANO A TURNO PER LA LETTURA TEATRALIZZATA DEL ROMANZO FANTASTICO SCRITTO DA CARLO COLLODI. SONO ROCCO, LEANDRO, VINCENZO, LUCIENNE, GERARDA, RACHID, DANIELE, AMELIA, MARIA MICHELA, FLAVIO, CRESCENZO, GINAMARIA E MARIANNA. SONO I RAGAZZI AUTISTICI E NORMODOTATI CHE FANNO PARTE DEL PROGETTO “AUTO TEATRANTI”, IL LABORATORIO DI TEATRO INCLUSIVO A CURA DELL’ASSOCIAZIONE “INSIEME SI PUÒ SARNO” CON IL SOSTEGNO DE “I BAMBINI DELLE FATE” E CON LA COLLABORAZIONE DI CRE.ABA.

Nella sala della scuola di danza e di recitazione l’emozione prende forma, le parole scorrono veloci sul leggio, a volte sorrette da chi fa da tutor e da compagno di avventura. Così Rocco diventa davvero Pinocchio, riesce a leggere la sua parte con disinvoltura e ad essere veramente quel bambino di legno capriccioso e impertinente mentre Geppetto e il Grillo parlante dialogano con lui, tutti guidati dalla sapiente e allegra regia di Katia Cogliano a cui è stata affidata la direzione artistica insieme ad Ester Moscaritolo. Valentina Scarpellino e Stefano Abruzzese sono i responsabili del progetto, mentre Nicla Di Gruttola e Marianna Mottola le tutor ABA. Le risate non mancano. Vincenzo è un Mangiafuoco perfetto, burbero e dalla voce grossa. 

IL LABORATORIO DI TEATRO NASCE COME PROGETTO PILOTA DI TRE MESI – OGNI VENERDÌ, DA MARZO A MAGGIO – CON LO SCOPO DI OFFRIRE STIMOLI ADEGUATI ALLO SVILUPPO DELL’AUTONOMIA DEI RAGAZZI AUTISTICI. È UN MOMENTO DI CRESCITA COLLETTIVA CHE CONSENTE A TUTTI, AUTISTICI E NORMODOTATI, L’ESPERIENZA DELLA RECIPROCITÀ.

Insieme agli altri i ragazzi autistici imparano ad avere un ruolo attivo importante, ad acquisire maggiore consapevolezza nelle proprie capacità, imparano a stringere amicizia, a interiorizzare le regole dell’arte e quelle della vita. Il teatro si conferma essere uno spazio di sperimentazione con enormi benefici soprattutto per chi ha la Sindrome di Asperger. Indispensabile è non solo il supporto degli operatori specializzati ma soprattutto quello dei coetanei normodotati. Lo scambio è reciproco. Ci si diverte, si ha piena consapevolezza di essere importanti l’uno per l’altro, in un piccolo e virtuoso spazio, parte di una società spesso diffidente e superficiale. Il problema è culturale, sottolineano i responsabili del progetto: «Il sogno è quello di lavorare fin dalla scuola materna per provare a combattere la solitudine di questi ragazzi. La società civile, purtroppo, non è formata. Non basta installare panchine blu nei parchi. La formazione, a partire dai contesti scolastici, è l’unica medicina possibile per sensibilizzare su queste problematiche». 

L’associazione “Insieme si può” di Sarno, presieduta da Biagio Ruocco e attiva anche nella Valle dell’Ufita tra Ariano Irpino e Grottaminarda, agisce in collaborazione con “I bambini delle fate”, la nota impresa sociale nata nel 2005 da un’idea di Franco Antonello, papà di Andrea, oggi giovane adulto con autismo. Altri progetti, prima di questo, sono stati messi in campo, coordinati dalla “fata” Valentina Scarpellino, come “Insieme in cucina” in collaborazione con il Molino Scoppettuolo di Grottaminarda, dove bambini e ragazzi si sono cimentati con farina e pizze, divertendosi e imparando a stare insieme. 

I PROGETTI SUL TERRITORIO NASCONO E SI SVILUPPANO GRAZIE ALLA PARTECIPAZIONE DELLE IMPRESE DEL TERRITORIO, SECONDO LA FILOSOFIA DEI BAMBINI DELLE FATE. L’IDEA È STATA QUELLA DI COINVOLGERE AZIENDE, ATTIVITÀ COMMERCIALI E PRIVATI IN UN SISTEMA COMPLETAMENTE INNOVATIVO DI RACCOLTA FONDI CHE PERMETTE A OGNI SOSTENITORE DI FINANZIARE UN PROGETTO E DI GODERE DI VANTAGGI ETICI, FISCALI E DI COMUNICAZIONE SOCIALE.

Nel progetto “Auto teatranti” si scoprono anche grandi potenzialità e amicizie. Flavio, che ha l’orecchio assoluto, e Vincenzo, per esempio, sono bravi a suonare insieme e, alla fine di ogni incontro, così come faranno anche nel saggio finale, si divertono a intrecciare le loro dita sulla tastiera in un’armonia unica e geniale. I saluti, iniziali e finali, si fanno in cerchio, stringendosi la mano e guardandosi negli occhi. È il cerchio della perfezione, il cerchio della spontaneità, dello sviluppo dell’autonomia e dell’amicizia, in cui diventano preziosi imperativi l’acquisizione delle parole gentili, gli abbracci, le emozioni positive e la speranza di rivedersi al di fuori di questa avventurosa esperienza nel segno del teatro e di Pinocchio.

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