venerdì,21 Giugno 2024

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Circe di Madeline Miller

“Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine. Ultime fra le dee minori, i nostri poteri erano così modesti da garantirci a malapena l’immortalità.”

Ma chi è Circe, personaggio mitologico a tutti noto come la maga che trasformò i compagni di Ulisse in maiali? Su di lei si è sempre approfondito poco, tutt’al più riflettendo sulle sue doti di ammaliatrice. Invece Madeline Miller, con il suo secondo romanzo uscito negli Stati Uniti e in Inghilterra nel 2018, con una penna estremamente delicata tratta del mito della celebre maga, toccando una ad una le esperienze che l’hanno caratterizzata prima e dopo il noto episodio con Odisseo.
Circe, figlia di Elios dio del sole, si racconta in prima persona partendo dall’infanzia trascorsa nei palazzi dorati popolati da titani, ninfe e dei dell’Olimpo sempre pronti a tramutare ogni loro capriccio in guerre, punizioni e vendette nei confronti del genere umano. La giovane Circe avverte una forte curiosità ed empatia nei confronti della fragilità degli uomini. La loro misera condizione le scatena compassione, sentimento del tutto innaturale per una creatura come lei. Si sente diversa, e la sua stessa famiglia divina la emargina. Le scelte compiute in questa prima fase della vita le riveleranno che in lei c’è molta più forza e potere di quanto potesse mai immaginare.

Mandata in esilio su di un’isola solitaria, finalmente libera di essere se stessa, Circe inizierà a sviluppare il suo grande dono: la magia, frutto di studio e sacrificio. Nelle lunghe ere della sua vita molti personaggi epici busseranno alla sua porta e la sua isola, crocevia di destini, si sviluppa selvaggia e indomita come l’animo della sua padrona.
Circe è fragile e spietata. Soffre la solitudine ma detesta le ninfe spedite a tenerle compagnia. Vuole essere amata e rispettata, trasforma gli uomini perversi in porci. Tiene testa agli dei dell’Olimpo. L’arrivo di Odisseo sarà la svolta definitiva della sua lunga esistenza. Mentre la maga Circe amplierà la sua mente ed il suo potere, la donna Circe affronterà da sola la maternità e sarà la sfida più ardua. La storia si intreccia e si dipana sulle fila del telaio e le sue doti magiche riusciranno, alla fine, a condurla alla pace.
Madeline Miller ci offre la chiave di lettura del romanzo: “i miti sopravvivono al tempo perché gli impulsi, le passioni degli esseri umani non cambiano. Quello che dobbiamo fare è allargare la prospettiva, i punti di vista”. L’autrice ha saputo mescolare con grande maestria una storia avvincente di suo mostrando una profonda conoscenza della mitologia, forte della sua solida formazione in lettere classiche e dello studio accurato delle fonti antiche. “Circe” è infatti il suo secondo romanzo, dopo l’esordio con “La canzone di Achille” in cui narra la storia d’amore tra l’eroe e Patroclo un lavoro che, per sua stessa ammissione, è durato ben un decennio. Grazie alla storia della maga di Eea, Miller ha ottenuto una candidatura per il prestigioso Women’s prize for Fiction, premio già vinto da lei nel 2013. L’autrice si contraddistingue per il suo fermo impegno nelle battaglie femministe e leggendo “Circe”, non si può non notare questo aspetto. Un’opera fortemente femminista perché narra la rinascita di una donna in cui pochi hanno creduto, gettando un’ombra su di lei e consegnandola ai posteri come una figura complessa e malvagia. Incredibilmente, Circe riuscirà a crescere proprio grazie agli uomini. Una donna in divenire, la più mortale tra gli dei, colei che degli esseri umani non possiede solo la voce ma anche l’indole, le emozioni, il cuore.
Anche se il romanzo è pieno di mitologia greca e vengono fatti continui riferimenti a miti più o meno noti, la lettura è godibile e scorrevole come se fosse una storia raccontata da una amica alla quale alla fine si riesce a voler bene e ci accompagna nella scoperta di un mondo molto complesso eppure semplice e alla portata di tutti. Consigliato anche a chi non sa nulla di miti greci e magari potrà appassionarsi in seguito. Un romanzo sulla speranza, e sui lieti fine che esistono, forse, da qualche parte.

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