domenica,30 Agosto 2026

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SAN GERARDO MAIELLA: IL TRECENTENARIO DEL “PAZZERELLO DI DIO”

Tre secoli di fede, miracoli e carità. L’Anno Gerardino celebra il Santo protettore delle mamme e dei bambini

Solenni celebrazioni liturgiche, convegni, incontri di spiritualità, eventi culturali, pellegrinaggi e iniziative dedicate alle famiglie, ai giovani e agli ammalati stanno scandendo l’Anno Gerardino, indetto in occasione del 300° anniversario della nascita di San Gerardo Maiella. Una ricorrenza di particolare rilievo per la comunità di Caposele e per i milioni di fedeli che, in ogni parte del mondo, lo venerano come il Santo delle mamme, dei bambini, della maternità e della vita nascente

Nato a Muro Lucano il 6 aprile 1726, Gerardo Maiella trascorse gli ultimi anni della sua vita nel convento di Materdomini – frazione di Caposele –, dove morì di tisi il 16 ottobre 1755, a soli 29 anni. Fin dai primi anni successivi alla sua morte, la fama della sua santità si diffuse rapidamente nel Regno di Napoli, dando vita a un pellegrinaggio spontaneo che, nel tempo, non ha mai conosciuto interruzioni.

Vissuto in una famiglia molto povera e rimasto orfano di padre in tenera età, imparò fin da piccolo il valore del lavoro e del sacrificio. Dopo aver svolto diversi mestieri, tra cui quello di sarto, maturò il desiderio di consacrare la propria vita a Dio. Nel 1749 entrò nella Congregazione del Santissimo Redentore, fondata da Alfonso Maria de’ Liguori. Pur essendo un semplice fratello laico, si distinse per l’obbedienza, la preghiera intensa e il servizio instancabile ai più bisognosi. Era noto per la disponibilità verso chiunque avesse bisogno di aiuto materiale o spirituale. La radicalità del suo modo di vivere il Vangelo gli valse già tra i contemporanei il soprannome di “Pazzerello di Dio”: un appellativo che esprimeva lo stupore di fronte a una fede vissuta senza compromessi, capace di apparire quasi folle agli occhi del mondo.

Molti gli attribuirono doni straordinari, come guarigioni, profezie e miracoli, ma Gerardo cercò sempre di nascondere ogni segno eccezionale, desiderando soltanto vivere nell’umiltà e nell’amore per Dio. Fu dichiarato beato da Papa Leone XIII il 29 gennaio 1893; fu poi canonizzato da Papa Pio X l’11 dicembre 1904. Il 21 aprile del 1994 venne proclamato Patrono della Basilicata.

La sua tomba divenne presto meta di numerosi pellegrinaggi. Migliaia di fedeli si rivolgono alla sua intercessione, soprattutto le donne in gravidanza e le famiglie che chiedono protezione per i propri figli.

L’attuale complesso del Santuario di San Gerardo Maiella, a Materdomini, comprende l’antica Basilica, la nuova Basilica (Chiesa del Redentore) e l’antico convento dei Padri Redentoristi. Nell’antica Basilica è custodita la tomba di San Gerardo Maiella. All’interno del convento si trova invece la stanza in cui il Santo morì il 16 ottobre 1755, oggi conservata con gli arredi dell’epoca e visitabile lungo il percorso devozionale. Nel corso del Novecento, per far fronte al costante aumento dei pellegrinaggi, il Santuario è stato ampliato con la costruzione della maestosa nuova Basilica, progettata per accogliere le grandi assemblee liturgiche e i gruppi di fedeli provenienti dall’Italia e dall’estero. Tra i luoghi più significativi del complesso vi è la celebre Stanza dei Fiocchi, dove sono custoditi migliaia di nastri rosa e azzurri, fotografie di neonati ed ex voto lasciati dai genitori come segno di gratitudine per una gravidanza o un parto felici. La tradizione trae origine dal celebre episodio del fazzoletto. L’agiografia narra che Gerardo, dopo aver lasciato la casa di una famiglia, si accorse di aver dimenticato un fazzoletto e lo fece riportare a una bambina, dicendole che un giorno le sarebbe stato utile. Anni dopo, la giovane, in grave pericolo durante il parto, lo utilizzò invocando l’intercessione di San Gerardo e diede alla luce il bambino senza complicazioni.

L’attualità del messaggio del Santo è straordinaria, sottolinea il Rettore del Santuario di Materdomini, Padre Serafino Fiore: «San Gerardo Maiella non è soltanto il patrono delle mamme, dei bambini e della vita nascente. La sua è una spiritualità straordinariamente ricca e attuale, capace di parlare con forza al nostro presente, e ricordarci che la vita è un dono. La sua attenzione non si ferma all’inizio dell’esistenza, ma si estende a qualsiasi forma di debolezza umana, dagli anziani ai malati, fino a chiunque viva oggi una condizione di vulnerabilità o marginalità».

Le celebrazioni hanno preso il via il 6 aprile presso il Santuario con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. L’Anno Gerardino accompagnerà pellegrini e visitatori fino al 4 aprile 2027 attraverso un ricco calendario di appuntamenti promossi dalla diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia e dalla diocesi di Potenza, in collaborazione con i Comuni di Caposele e Muro Lucano, le Regioni Campania e Basilicata, la Provincia di Avellino e Sistema Irpinia. Accanto alle iniziative straordinarie, resteranno centrali i tradizionali festeggiamenti di settembre e ottobre che ogni anno richiamano migliaia di fedeli.

Il tricentenario non è soltanto una ricorrenza celebrativa, ma un vero cammino di fede, riflessione e partecipazione. Dopo l’apertura ufficiale del Giubileo Gerardino, l’esposizione delle reliquie, il pellegrinaggio internazionale dei Redentoristi e le giornate dedicate agli ammalati, alla vita consacrata, alle mamme e ai bambini, il calendario prosegue con nuove occasioni di incontro e spiritualità. Ad agosto saranno i giovani i protagonisti del meeting vocazionale “Vado a farmi santo”, un’esperienza di preghiera, confronto e formazione ispirata alla testimonianza del giovane santo.

“Dalla culla alla tomba” è il pellegrinaggio a piedi da Muro Lucano a Materdomini previsto il 1 agosto, lungo il cammino che portò Gerardo a “farsi santo” e nel dies natalis di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore.

Tra gli eventi più attesi figura la straordinaria ostensione delle sacre spoglie di San Gerardo, prevista sabato 15 agosto: un’occasione particolarmente significativa per i pellegrini, che potranno sostare in preghiera davanti all’urna del Santo in uno dei momenti più intensi dell’Anno Gerardino. Per tradizione l’ostensione dell’urna si ripeterà, come sempre, la seconda domenica di dicembre (in via ordinaria), mentre le spoglie saranno nuovamente esposte, in via straordinaria, il primo sabato di marzo 2027. «Quella di marzo, in modo particolare, sarà un’occasione di grande interesse e un momento di forte raccoglimento per tutti i comuni e le parrocchie di tradizione gerardina», ha commentato Padre Serafino.

Con l’arrivo di settembre prenderanno il via gli appuntamenti più profondamente radicati nella devozione popolare. Il 6 settembre si celebrerà la prima festa tradizionale di San Gerardo, mentre il 15 ottobre i fedeli si ritroveranno per la suggestiva Veglia del Transito di San Gerardo, che rievoca le ultime ore della sua vita terrena. Il giorno successivo, 16 ottobre, memoria liturgica del Santo, il Santuario di Materdomini vivrà il momento culminante delle celebrazioni con la solenne festa dedicata al patrono delle mamme, delle donne in attesa e dei bambini.

Accanto agli eventi religiosi continueranno a susseguirsi iniziative culturali e formative, con convegni, incontri per il clero, appuntamenti musicali, cammini spirituali e attività dedicate ai giovani e alle scuole. Un programma ricco e articolato che punta a coinvolgere l’intero territorio e a far riscoprire la straordinaria attualità della figura di San Gerardo Maiella, il cui esempio di umiltà, carità e fiducia nella Provvidenza continua, a trecento anni dalla nascita, a parlare al cuore di migliaia di fedeli.

La vicinanza con le Sorgenti del Sele, il paesaggio dei Monti Picentini e i borghi dell’entroterra rende Materdomini una meta ideale anche per un turismo lento e consapevole. Il santuario rappresenta infatti la porta d’accesso a un territorio ricco di storia, arte e tradizioni, dove il patrimonio religioso si intreccia con quello culturale e paesaggistico, offrendo un’esperienza di viaggio autentica, tra devozione, memoria e identità locale.

Per Caposele il tricentenario rappresenta molto più di una ricorrenza religiosa. È un’opportunità per valorizzare il patrimonio storico, spirituale e culturale del territorio, che trova nel Santuario di Materdomini un luogo di dialogo e di incontro tra fede e cultura.

San Gerardo Maiella e la “santa follia”

Religioso redentorista (1726–1755), San Gerardo è ricordato come il “pazzerello di Dio”: un soprannome nato dalla sua fede candida, travolgente e fuori dagli schemi, vissuta con un’obbedienza e un’allegria così radicali da sembrare, agli occhi del mondo, quasi una follia.

Il pane del Bambino Gesù

Fin da bambino viveva una familiarità unica con il Cielo. A soli sei anni, nella cappellina di Capotignano, si racconta che il piccolo Gesù scendesse dalle braccia della statua di Maria per giocare con lui e donargli una pagnotta di pane candido. Gerardo tornava a casa felice dicendo alla madre: “Me l’ha dato il figlio della bella Signora”.

Il pane per i poveri

Il simbolo del pane tornerà in tutta la sua vita: memorabile la moltiplicazione dei pani con cui sfamò decine di poveri durante la carestia a Materdomini. Tra bilocazioni e guarigioni prodigiose, oggi è venerato in tutto il mondo come il protettore delle mamme gestanti, dei bambini e della vita.

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