domenica,8 Febbraio 2026

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GAETANO DI VITO IL DIVULGATORE DELLE TRADIZIONI DI BONITO

STORIE LUOGHI SUPERSTIZIONI E PERSONAGGI: LA NARRAZIONE È SOCIAL

Gaetano Di Vito è uscito dalle stanze del ‘Museo delle cose perdute’, in vico Masaniello, a Bonito, per approdare sulla piattaforma social di Facebook. Ed è riuscito subito a conquistare l’utenza del social media più frequentato con video interessanti su fatti luoghi personaggi tradizioni religiose e superstizioni e del suo paese natale e delle contrade del circondario.

Un racconto forbito, e accattivante, che riesce a fare presa sui followers (ormai in crescita ) del giovane custode della memoria locale. Pertanto lui ha affidato la sua ai posteri e ai social media con una galleria di video girati nelle location iconiche delle campagne bonitesi e in quelle taurasine ed eclanesi. Luoghi del cuore per Gaetano che non fa certo sfoggio di cultura ma solo di passione per il territorio e il suo patrimonio, ai più ancora sconosciuto. Il passaggio su Facebook è stato graduale, e non affatto scontato. Gaetano ha compreso che per stare al passo coi tempi doveva, giocoforza, ‘svecchiarsi’ e aggiornarsi e usare un canale più immediato e diretto. Ha iniziato dapprima raccontando quanto c’è nel suo museo di vico Masaniello, poi è passato all’esterno. Dal passato al futuro il passo è stato breve. Gaetano, dialettica fluente e schietta, ha fatto centro, e soprattutto breccia nella grande rete coi suoi modi genuini e pacati. Da ricercatore di reperti a divulgatore social è stato un attimo. E così racconta quanto ha appreso in questi lustri in giro per le contrade del Medio Calore: aneddoti, storie popolari, superstizioni antiche e fatti e misfatti di personaggi locali.

Con un linguaggio semplice, e con la inconfondibile cadenza bonitese, Gaetano narra il territorio, lo promuove a modo suo e lo fa conoscere, e perché no anche apprezzare, a quanti seguono i suoi video postati sulla sua pagina Facebook. Dalla cascata misteriosa di Cacco de lo Diavolo, location carica di suggestioni dove, secondo la vulgata popolare, sarebbe apparso il demonio a chi cercava refrigerio in quelle acque smeraldine alle atmosfere tenebrose del santuario pendente a forma di teschio che nella zona vanta un culto secolare (ma ancora ignoto a tanti).

Dalla videocronaca delle processioni religiose paesane alla visita, ampiamente e dettagliatamente documentata, nelle stanze del palazzo dell’onorevole Alfredo Covelli, fondatore del partito monarchico e figura politica nazionale di spicco nei primi anni della Repubblica Italiana. A Gaetano si aprono le porte di tutti i palazzi storici del circondario. La sua preparazione è proverbiale. E così la sua passione per il passato. Da quando è sbarcato sui social è divenuto un personaggio noto alla utenza virtuale, quella reale lo stima da sempre e lo ha seguito nelle fasi della crescita personale da un angusto sottoscala dove ha allestito il suo primo museo delle cose perdute alla palazzina di vico Masaniello dove ha tirato su un invidiabile museo con gli oggetti che ha raccolto negli anni esplorando il territorio fino alla consacrazione attuale con la sua serie di racconti dalle terre di mezzo.

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