mercoledì,14 Ottobre 2026

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LA MARCIA DEI SENTIMENTI

L’autunno avvia un nuovo capitolo. La stagione dei tramonti mozzafiato, delle foglie rosse e gialle, della rugiada che fa brillare i prati al mattino e dei vigneti in festa, ci invita a seguire un nuovo ritmo. La rassicurante palette di colori che ci regala la natura è un balsamo prezioso che addolcisce le fatiche di un calendario zeppo di giorni frenetici, tra la famiglia e il lavoro. Ma se la vera rivoluzione del nostro tempo non fosse correre più veloci, ma avere il coraggio di fermarsi? In un mondo che ci vuole sempre performanti e connessi, la marcia più urgente da compiere non è quella digitale o produttiva, ma una silenziosa marcia dei sentimenti. Un ritorno al battito autentico del cuore, alla cura dell’altro e alla riscoperta di ciò che ci rende profondamente umani. Solo rallentando possiamo tornare a sentire davvero.

L’anno giubilare indetto per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, ci ha suggerito, quest’anno, una linea editoriale basata sull’essenziale, sull’autenticità delle relazioni, sulla riscoperta della Bellezza. Rallentare ci sembra un ulteriore traguardo da raggiungere per stabilire le priorità, per trovare il tempo di riflettere, tra le mille incombenze quotidiane, sul valore della vita, sull’eccezionalità del nostro territorio e sui conflitti armati che ancora affliggono tanti Paesi nel mondo. La marcia della Fratellanza e la Fiaccola della Pace che il 4 ottobre si ritrovano a Montella, nel cuore dei Monti Picentini, ci forniscono un prezioso spunto a riguardo.

Celebrare questo anniversario nel convento di San Francesco a Folloni non significa soltanto volgere lo sguardo al passato o rispolverare pagine di agiografia medievale. È, per il nostro territorio, un forte richiamo all’identità, alla bellezza della lentezza, all’accoglienza e alla tutela del creato. In un’epoca dominata dalla frenesia digitale e dalle incertezze globali, il messaggio di Francesco – fatto di fraternità universale, rispetto per la natura e vicinanza agli ultimi – risuona tra i boschi irpini con una forza straordinaria.

Raccontare la storia del convento di Folloni in questo anno giubilare significa invitare i nostri lettori a varcare quel portale antico, a toccare con mano un pezzo di storia che appartiene a tutti noi e a riscoprire, dietro l’angolo di casa, uno dei luoghi dell’anima più affascinanti d’Italia. Perché le radici forti non temono i secoli, e a Montella, tra le nevi immaginarie di un miracolo di pane, quelle radici continuano a dare i loro frutti.

Scegliere la semplicità, oggi, è prima di tutto un atto di resistenza civile contro la dittatura del superfluo. Siamo continuamente spinti ad accumulare: oggetti, impegni, performance, stimoli digitali che riempiono le nostre giornate ma svuotano il nostro tempo. La bellezza della lentezza – quella che sentieri, castagneti e alberi secolari ci insegnano senza bisogno di parole – è un invito a riappropriarci del ritmo naturale delle cose. È il coraggio di disconnettersi per riconnettersi, con il territorio, con chi ci sta accanto, con quella parte di noi che non ha bisogno di filtri o di approvazioni social per esistere.

L’autunno irpino con i suoi colori caldi, il profumo della terra bagnata e la saggezza antica della raccolta è il manifesto perfetto dell’essenziale. Ci ricorda che le cose che contano davvero non fanno rumore. Un pasto condiviso, una passeggiata attraverso i borghi, il tempo dedicato ad ascoltare qualcuno o semplicemente a guardare fuori dalla finestra senza l’ansia di dover produrre a tutti i costi. Sono queste le radici che ci tengono in piedi quando tutto intorno trema, quando le fragilità scivolano nell’arrendevolezza.

In questo numero, su Xd magazine, vi invitiamo a fare proprio questo, a rallentare. A cercare la bellezza dietro l’angolo di casa, nei dettagli minuscoli che salvano le giornate, e a riscoprire il lusso di una vita che ha smesso di correre per iniziare, semplicemente, a camminare.

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