Per la serie “l’Irpinia in un bicchiere”, il nostro viaggio continua alla scoperta del primo gin irpino, che dico …testardamente irpino! Ma non poteva essere altrimenti, se a produrlo è chi l’Irpinia ce l’ha tatuata sul braccio. La scelta di avere impresso sulla sua pelle San Guglielmo da Vercelli, patrono d’Irpinia, è per Franco Abbondandolo la traccia indelebile di quella passione smisurata per la sua terra. Franco è bartender frigentino, trapiantato a Caposele, dove gestisce un bar con la sua compagna. Ma l’idea di racchiudere l’Irpinia in una bottiglia di gin risale al periodo precedente al Covid, quando iniziano ad apparire sul mercato i primi gin italiani. E poi lui con il distillato aromatizzato al ginepro ha sempre avuto un rapporto speciale: mentre il mondo beveva ancora Rum e Cola, lui beveva già Gin Tonic, conosciuto grazie a un amico di ritorno da Londra.

È, però, durante il periodo del Covid che approfondisce i suoi studi e le sue ricerche sul gin e comprende come realizzarlo, fino alla produzione del suo capolavoro, Hirpus Gin, che in lingua osca significa “lupo”. Un nome che rappresenta il filo rosso della narrazione del suo progetto e delle sue passioni, tra cui quella sconfinata per l’Avellino. La prima produzione di Hirpus viene fatta a Bologna e con l’uscita del nuovo distillato, Hirpus Gin Woods, si sposta in Brianza, dove sono presenti le distillerie più importanti d’Italia. Hirpus ha un gusto unico e inimitabile grazie alle quattordici botaniche irpine con cui è realizzato, tra cui spicca l’Artemisia, che già vi abbiamo introdotto come regina indiscussa dell’Anthemis dei Monaci benedettini di Montevergine. Hirpus è quindi delicato, piacevole al palato e vellutato, senza quel forte odore di ginepro al naso. E poi, quando nel 2025 arriva Woods, un London Dry gin, Franco realizza un distillato dal carattere più pungente, dal sapore più secco, con forti sentori di ginepro, combinati questa volta alla dolcezza della nocciola e della castagna dell’Azienda Agricola Di Trolio di Caposele. Woods, diversamente da Hirpus, è profumo di funghi, di tartufi, è odore del muschio, di erba bagnata, è il verso degli animali che popolano i nostri boschi. Per questo la sua anima è più strong e più magica.
Nella storia di Hirpus e di Woods, l’unicità dei distillati risiede anche nelle etichette narranti che nascono dalla collaborazione con lo studio grafico Arteteke. Per la prima etichetta sono stati realizzati in modo stilizzato tutti gli elementi più significativi d’Irpinia, attraverso la rappresentazione di un mondo fantastico: il culto della Dea Mephite e le esalazioni sulfuree citate da Virgilio nell’Eneide e denominate “la porta degli Inferi”, l’acqua, San Guglielmo da Vercelli, l’Abbazia di Montevergine, il lupo, quale simbolo per eccellenza del territorio, il castello come icona dei castelli di Irpinia, le nocciole, le pecorelle… insomma un viaggio nel paese delle meraviglie!

Con la seconda etichetta del Woods, gli elementi diventano ancora più numerosi e i disegni si fanno ancora più interessanti perché rappresentano i luoghi reali dell’Irpinia e non ne sono solo rappresentazione simbolica. Spiccano il Santuario del Santissimo Salvatore di Montella, il Castello di Gesualdo, il Castello di Avella, la “Petra re lo piesco” di Frigento, gli animali notturni, il lupo con il lupacchiotto in bocca, le mucche… tutti luminescenti al buio. E un verso di Franco Arminio tratto dalla poesia “Mediterraneo”.
Alle sue due creature se ne aggiungerà una terza. Franco Abbondandolo ci fa uno spoiler: una terza versione del suo gin si sta preparando a prendere vita, grazie alla collaborazione con alcuni ragazzi che hanno sposato il suo progetto e sono pronti a far conoscere i suoi gin anche all’estero. Presto una versione fruttata, un gin bianco con sentore di frutti del territorio, arriverà in casa Hirpus. Nel frattempo il racconto di Franco dell’Irpinia è già stato scritto nei suoi distillati, sorseggiarli è come addentrarsi nella terra più ancestrale e ricca di significato.

