XD Ritratti in punta di penna
Dal tetto della Campania alle vette del cinema mondiale. Ettore Scola, regista e sceneggiatore, da Trevico ha conquistato la fama firmando le più belle pellicole del cinema italiano.
Da ‘Trevico-Torino, viaggio nel Fiat-Nam’ a ‘Una giornata particolare’, da ‘La famiglia’ a ‘C’eravamo tanto amati’, e ancora: ‘Brutti sporchi e cattivi’, ‘Passione d’amore’, ‘Che ora è’?, ‘Lo scapolo’, ‘Le dolci signore’, ‘La marcia su Roma’. Insomma, una vasta produzione cinematografica con i maggiori attori di casa nostra (Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Alberto Sordi, Massimo Troisi), una carriera artistica eccellente che gli è valsa otto David di Donatello e quattro nomination al Premio Oscar per il miglior film straniero (Una giornata particolare, I nuovi mostri, Ballando ballando e La famiglia)
Diciannove giorni dopo l’inizio del 2016 Ettore Scola passava a miglior vita nel reparto di cardiochirurgia del Policlinico di Roma dov’era ricoverato per una malattia. Era venuto al mondo ottantacinque anni prima a Trevico, il Comune più alto della Campania (1.100 mslm).
Aveva però lasciato il borgo irpino pochi mesi dopo quando la famiglia (il padre era medico) si trasferisce nel rione Esquilino, nella capitale, dove cresce e frequenta il liceo classico Pilo Albertelli. A soli quindici anni manifesta una spiccata vena artistica. Disegna vignette, l’altra sua grande passione prima e dopo quella cinematografica, che porta alle riviste umoristiche, Marc’Aurelio e Il travaso delle idee. Più tardi si iscriverà alla facoltà di Giurisprudenza presso La Sapienza quando comincia a collaborare assiduamente con il Marc’Aurelio. Giovanissimo, agli inizi degli anni cinquanta, si avvicina al mondo della sceneggiatura cinematografica e in coppia con Ruggero Maccari inizia a scrivere le prime sceneggiature di commedia all’italiana. Di lì a poco inizia a collaborare e a scrivere testi per diverse trasmissioni di varietà, radiofoniche e televisive, della Rai. Il 1964 segna l’esordio di Ettore Scola alla regia, dietro la macchina da presa, ma il suo primo grande successo arriverà quattro anni più tardi con la direzione di Alberto Sordi, Nino Manfredi e Bernard Blier in ‘Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa’? Con Sordi lavorerà ancora tre volte nel corso della sua lunga e brillante carriera di cineasta. Nel 1974 Scola dirige il suo capolavoro, ‘C’eravamo tanto amati’ con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores, Stefania Sandrelli. Nel film, dedicato a Vittorio De Sica, appaiono pure Marcello Mastroianni, Federico Fellini, Mike Bongiorno oltre ad Aldo ed Elena Fabrizi e Giovanna Ralli. Ettore Scola è ormai un maestro del cinema italiano, un regista di fama internazionale che realizza pellicole di successo come: Una giornata particolare, Brutti sporchi e cattivi, La terrazza, I nuovi mostri, La famiglia, Che ora è?, Passione d’amore, Il mondo nuovo, Splendor, Concorrenza sleale. La produzione cinematografica firmata da Scola è vasta e di qualità. Gli è valsa otto David di Donatello, tra cui quello alla carriera, e quattro nomination al premio Oscar per il miglior film straniero in gara: nel ’77 con ‘Una giornata particolare’, l’anno dopo con ‘I nuovi mostri’, nell’83 per ‘Ballando ballando’ e quattro anni più tardi per ‘La famiglia’.
Trevico, l’Irpinia, gli è rimasta sempre dentro e fin quando ha potuto è ritornato nel paese dove tutto ha avuto inizio, a partire dal docu-film ‘Trevico-Torino, viaggio nel Fiat-Nam’, che racconta uno spaccato dell’emigrazione meridionale verso il Nord alla ricerca di un lavoro sicuro in fabbrica.
Sposato con Gigliola, anche lei sceneggiatrice, e padre di Silvia e Paola che hanno seguito le sue orme artistiche, Ettore Scola è entrato a pieno titolo nell’Olimpo sacro del cinema internazionale.
L’Irpinia, e non solo la sua Trevico, ha il dovere di ricordarlo.